«Girare nel mio quartiere mi fa stranissimo. I miei “concittadini” non mi fanno sentire un’attrice, ma solo Elda, una di loro. Nessun autografo, nessuna foto scattata col cellulare, mi usano solo da esca. Quando mi fermano per strada mi chiedono di portare Claudio Amendola al bar o, soprattutto i più giovani, se gli faccio conoscere Alessandra Mastronardi o Matteo Branciamore. Come vado sul set? Scendo da casa». Elda Alvigini, la signora Masetti della serie televisiva di successo I Cesaroni, in onda ogni venerdì su Canale 5, racconta, divertita e con un pizzico di ironia, il suo strano destino. «Sono nata a San Paolo ma vivo a Garbatella da tanti anni. Abito a pochi passi da “Casa Cesaroni” a piazza Sauli e da piazza Giovanni da Triora, lo storico Roma Club Garbatella che è diventato nella finzione la vineria della famiglia Cesaroni. Sono l’unica che sul set non viene accompagnata dalla macchina con l’autista. Come faccio allora a farmi notare? Arrivo con quei 5-10 minuti di ritardo tra lo stupore della troupe che si chiede il motivo della mia assenza abitando veramente a due passi. In questo modo però – sorride – tutti chiedono di me e mi sento desiderata. Noi attrici vogliamo sentirci tutte un po’ dive, altrimenti non avremmo mai fatto questo lavoro. Mente chi sostiene che non sia vero».
Elda, da quando lavora ne I Cesaroni la sua vita è divisa tra casa e bottega…
«E si, ormai da qualche anno sono rintanata nel mio quartiere e non mi muovo più da lì. Si gira tutto il giorno e alla fine delle riprese vedo i miei colleghi che salgono sulle macchine della produzione per tornare a casa o i ragazzi della troupe che con il motorino mi chiedono se voglio un passaggio. Ma quale passaggio, abito a dieci metri! Così m’incammino sconsolata verso casa. Quando capita che vado a dormire da mia madre o quando dobbiamo girare a Cinecittà per me è una festa».
Ma per strada non le hanno mai chiesto un autografo?
«Mai, quelli del quartiere no, sono una di loro: “Ma ti pare che mi faccio firmare un pezzetto di carta da Elda?”, pensano. Forse hanno anche ragione, hanno quasi paura di offendermi. Siamo cresciuti insieme, tra il Palladium e la Chiesoletta (Chiesa dei Santi Isidoro ed Eurosia in Via delle Sette Chiese, ndr). Per fortuna ci sono anche i “forestieri”, quelli di Ostiense o di altre zone. Loro sì che mi fanno sentire “importante”».
Per la prima puntata è vero che ha invitato tutti al Roma Club e ha offerto la pizza?
«È stata una serata bellissima. Gli amici del quartiere e tutti i colleghi sono venuti in massa per vedere insieme la prima puntata. Ci siamo divertiti e siamo stati in famiglia. Ero davvero a casa, in tutti i sensi».
La romanità e la fede romanista sono “caratteristiche” imprescindibili per far parte de I Cesaroni è così o no?
«Esattamente. La genuinità della nostra lingua e dei nostri modi di fare è alla base del successo della serie. La simpatia e la battuta pronta è un’indole direi genetica dei romani e qui, grazie anche alla tolleranza del regista e dei produttori, abbiamo la possibilità di improvvisare e scriverci da soli certe battute che, in romano, sono un po’ più “sporche” rispetto all’italiano ma che risultano particolarmente incisive e vincenti. Quando ci mettiamo d’impegno con Claudio Amendola, Max Tortora e Antonello Fassari potremmo andare a braccio per tutta la puntata».
E la fede giallorossa?
«Essere romanisti è una prerogativa dalla quale nessuno è esente: non fa neanche il provino chi è laziale o juventino… A parte gli scherzi, siamo talmente tutti romanisti che quando abbiamo girato a Trigoria la puntata insieme con l’A.S. Roma eravamo felici come bambini nonostante il caldo».
È stata la puntata più bella girata in questi due anni?
«Assolutamente sì. Era fine luglio ed è stata la giornata più calda degli ultimi vent’anni credo, 45 gradi o giù di lì. Di solito dicono sempre così, ogni anno: caldo record, ma quel giorno era davvero tropicale, da impazzire. E mentre si boccheggiava per l’afa, ecco uno ad uno, tutti i nostri eroi: Totti, De Rossi, Aquilani, Mancini, il mister Spalletti e gli altri. Era bellissimo».
È vero che ha fatto una battuta a Totti un po’ audace?
«Sì, ma non me ne sono resa conto. Il caldo mi aveva dato alla testa, non sto scherzando. In più l’emozione per essere in mezzo a tanti idoli, Francesco Totti in testa, un mito vero. Il capitano della Roma stava scherzando con Amendola e io l’ho chiamato un po’ bruscamente dicendogli più o meno: “A Capità, che devo fa’ copse dell’altro mondo pe’ famme ’na foto co’ te?”. Totti è rimasto basito e poi è scoppiato a ridere. Qualche minuto dopo ho ripensato a quello che avevo detto e mi sono vergognata come una ladra. Sembra che Totti e Amendola, che nella vita sono amici, ormai si divertano a sbeffeggiarmi ogni volta che ricordano quell’episodio. E fanno pure bene».
Ci sarà la terza serie dei Cesaroni?
«Senza ombra di dubbio. Inizieremo a girare il 14 aprile e andremo avanti per circa otto mesi. La fatica è tanta e lavorativamente non puoi fare altro, solo qualche posa per il cinema. Il teatro? Sarebbe impossibile conciliare le due cose. Ma è talmente grande il successo che l’affetto del pubblico ti ripaga in pieno».



Marco & Eva <3




Zac <3



*Credit by me & cesaroniworld & PJ True Love *